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Vucinic e Guarin: cui prodest?

Clamoroso. Più che clamoroso. Inter e Juve tornano a stringersi la mano sul mercato. Guarin a Torino, Vucinic a Milano. Ma la questione non è così semplice.

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Nella giornata di ieri si sono susseguite diverse voci. Le più disparate. Scambio fatto, scambio saltato. Come uno di quei gialli dove non si sa chi è l’assassino se non nell’ultimissima scena. L’ultimissima scena potrebbe essere girata oggi.

I due ragazzi hanno le idee chiare: Vucinic non vuole fare panchina, Guarin vuole qualcosa di più dell’Inter. Non c’è ironia in questa frase, solo la più banale lettura delle due situazioni. Se Vucinic è chiuso dall’esplosione di Tevez e Llorente e per giocare si riduce lo stipendio (guadagnerà circa 2,4 milioni di euro), allora Guarin vuole misurarsi con un calcio superiore.

Il colombiano doveva approdare in bianconero qualche tempo fa. Poi la Juve fu costretta a prendere Caceres che andò a riempire l’ultima casella da extracomunitario. L’Inter approfittò del lasciapassare bianconero per buttarsi sull’ex Porto. Ora Guarin e la Juve potrebbero stringersi la mano.

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Il condizionale è legato a chi comanda nella società nerazzurra: la curva, che ieri ha impedito le firme con una minaccia chiara e tonda e cioè il lancio dei seggiolini nel prossimo match di campionato. E mentre l’indonesiano sta cercando di capire chi è Vucinic e quanto riesce a realizzare di plusvalenza per ripianare i debiti, Branca brancola nel buio.

L’affare è legato a una valutazione dei cartellini di 13 milioni di euro, circa, forse qualcosa di più. Il che vuol dire plusvalenza a bilancio registrata dai due club. La Juve ha spinto per lo scambio alla pari e questa sembra la strada accettata dallo staff nerazzurro.

Entro stasera attendiamo il clamoroso end alla trattativa. O salta definitivamente o si fa. Affronteremo i risvolti tattici dell’operazione in un secondo articolo.

Intanto, Marotta sta aspettando l’ok da parte della curva nerazzurra. Alla fine si è capito chi comanda da quelle parti…

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