Dalle dichiarazioni del pre-partita, sembra che lo stop improvviso col Napoli non abbia infastidito più di tanto l’ambiente. Si rivelasse una sconfitta salutare come quella di Firenze, sarebbe allora una grande ripartenza, verso un finale di stagione affascinante.

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Il fascino è dettato principalmente dal tenere a bada la rincorsa della Roma e dei giornalisti, più la voglia di alzare un trofeo europeo che manca da un po’ di tempo (nonostante non sia il massimo trofeo europeo).

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Tevez e Vucinic probabilmente guideranno l’attacco. Il dubbio riguarda il montenegrino, il cui recupero sarebbe fondamentale visto la stanchezza degli attaccanti. Fondamentale nei primi due anni di Conte, questa terza stagione si è rivelata maledetta per Mirko: infortuni, un tentativo di cessione bloccata solo dalla scarsa serietà milanese, poi ancora infortunio e quindi ora il rientro.

Vidal starà fermo una settimana, dovendo saltare Lione e poi Livorno. Relax e recupero psicofisico, per averlo al meglio nello sprint finale. Quindi a centrocampo gli straordinari toccheranno a Pirlo, Marchisio e Pogba. Su quest’ultimo è cominciato il tam-tam giornalistico: dove andrà? Quanto lo pagheranno? Con chi lo scambieremo?

Di fronte a noi non la montagna, come ci ha piacevolmente definito l’allenatore di un Lione che è ben lontano dai fasti degli anni 2000. Ma ciò non vuol dire risultato assicurato. Bisogna lottare e tornare vera Juve. Con le gambe, ma soprattutto con la testa.

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