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Zazzaroni contro Giaccherini: chi butti giù dalla torre?

Siamo un popolo strano, stranissimo. Un giornalista può permettersi di prendere in giro un giocatore, sulla base di una critica che, con quel tono, non lo è più, non lo è mai. Zazzaroni contro Giaccherini: chi butti giù dalla torre?

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La situazione è la seguente. C’è un commissario tecnico, tale Cesare Prandelli, che ritiene Giaccherini una pedina importante del suo sistema di gioco. Vuoi perché di esterni forti italiani ce ne sono pochi, vuoi perché ogni allenatore ha le proprie convinzioni. Vuoi soprattutto per la duttilità mostruosa di un ragazzo che si è sudato tutto ciò che oggi ha o è.

La Juve con Giaccherini ci ha vinto due scudetti e una Supercoppa Italiana. Conte aveva ricordato, con tanto di gesto verso la tribuna dei giornalisti, che quel ragazzo che aveva regalato il passaggio del turno in Coppa Italia si chiamava “G I A C C H E R I N I”. Nello stesso tempo Conte deve scegliere il meglio da mandare in campo, col suo 3–5–2, e allora con Vidal e Marchisio e Pirlo la scelta non si pone nemmeno. Tanto più se a disposizione hai uno come Pogba.

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Zazzaroni critica proprio questo paradosso: panchina nella Juve, titolare in Nazionale?

Chissà cosa penserebbe del ruolino di Podolski. O cosa penserebbe di numerosi altri casi di gente che in Nazionale si trasforma. Guarda De Rossi: scaricato dalla Roma e dai suoi due ultimi allenatori e perno di Prandelli. Ma con Giaccherini il gioco ironico riesce meglio.

A Zazzaroni mi viene da dire che forse la Juve ha gente troppo più forte di Giaccherini da far giocare titolare, una condizione che alla sua Inter manca. A Zazzaroni mi viene da dire che occorre equilibrio e rispetto quando si ha un ruolo di commentatore e di opinionista. A Zazzaroni mi viene da dire: scusi Lei è un giornalista? Fatichiamo a credere più a questa condizione che a Giaccherini titolare.

Questione di prospettive.

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