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Zeman & Totti… girano sempre in coppia

Zeman e Totti, Totti e Zeman, il boemo e il burino, Bibì e Bibò… chiamateli come volete, gli amiconi inseparabili di Trigoria che adorano sparlare di Juve in questa calda estate che stiamo passando da Campioni d’Italia per la trentesima volta.

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L’allenatore, o meglio il supremo maestro e incantatore di folle secondo diversi pseudogiornalisti, ne sta combinando in serie in questi ultimi giorni. Il Depositario della Verità si è prima distinto affermando che la Juve ha vinto “al massimo 22 o 23 scudetti”, traendo spunto da fantomatici libri sacri in cui probabilmente c’è scritto anche che Betlemme e Nazareth sono paesi boemi dove è nato e cresciuto, per poi farsi orgogliosamente fotografare intento ad autografare una maglietta griffata “odio la Juve”. Il tutto con il fido capitano a confermare le sue parole, raccontandoci di aver letto le stesse pagine di Zeman. E ci regala tra l’altro una sorpresa il buon Francesco dicendo di saper leggere, a meno che quel famoso libro non sia interamente illustrato, magari con alcune figure in rilievo come piace ai bambini.

Adesso l’ennesima perla di saggezza raccontata dal tecnico trionfatore nel campionato ’85 di Serie C2 alla guida dell’Aversa Normanna, davanti all’ammaliante Giorgia Ferrajolo che, per inciso, potrebbe dedicarsi meglio al proprio lavoro invece di arricchire i chirurghi plastici di Roma e dintorni. Questo in soldoni il contenuto dell’ultima parabola narrata dal Messia boemo ai suoi adepti: “Se l’essenza del calcio è il doping o il comprare gli arbitri allora io sono molto lontano”. Dedicato a Luciano Moggi e alla sua ossessione, cioè la Juve. Il tutto sotto gli occhi dell’infallibile rigorista Francesco che subito si mette a ridacchiare divertito, proprio come hanno fatto Buffon e 14 milioni di tifosi qualche mese fa.

Ricordiamo a entrambi che la Juve non ha mai pagato arbitri né regalato loro valanghe di Rolex come era solita fare la Roma dell’era Sensi. Per quanto riguarda le famose accuse di doping mosse da Zeman 14 anni fa ai bianconeri e in particolare a Vialli e Del Piero ci sono sentenze giuridiche abbastanza chiare da far capire a tutti che il supremo vate è solo un povero diffamatore in cerca di gloria, quella gloria che il campo di calcio gli ha sempre negato, regalandogli esoneri e umiliazioni in quantità industriale.

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Ci piace pensare che lo zio di Zeman, quel Cestmir Vykpalek capace di guidare la Juve alla conquista degli scudetti ’72 e ’73, si vergogni da lassù di quello che dice da anni il nipotino fumatore e che ogni tanto si rigiri nella propria tomba quando sente certe cose.

Invitiamo Zeman e Totti a non pensare alla Juve, piuttosto a come vincere il prima possibile un titolo con Dodò, Castan, Bradley, Tachtsidis e compagnia bella. Questi sono i componenti de Er Progetto della Magggica (le “g” sono a discrezione del lettore), nel quale siamo curiosi di vedere tra l’altro dove il magggico boemo avrà intenzione di inserire il vecchio magggico Francesco, che dubitiamo accetterà volentieri la panchina dato che si sente l’ottavo re di Roma.

Ma Zeman si considera Uno e Trino e gran parte della stampa aspetta di essere cosparsa di Spirito Santo antijuventino per sentirsi felice e appagata, dei risultati della Roma poco importa, parlar male della Juve dà più soddisfazione a certa gente!

A Totti se vuole trovare posto nel circo boemo più sgangherato della storia consigliamo di darsi una mossa in campo e non a parole. Francè, dall’alto della tua intelligenza sopraffina, prendi spunto da quel vecchio slogan con cui ci tormentavi in televisione mille volte al giorno, quel “Laif is nao!” spiccatamente anglosassone, te lo ricordi?! Noi sì, purtroppo.

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