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Zlatan, lo zingaro felice

Ibra è sbarcato a Milano. Successe molti anni fa a Torino, ultimo giorno utile di mercato quando Moggi piazzò il colpo. Non lo conosceva nessuno e pochi capivano cosa fosse Ibrahimovic. Moggi lo aveva in mano da marzo di quello stesso anno, ma volle mostrare l’azzardo e compiere l’impresa, più mediatica ovviamente. Ibra crebbe sotto la Mole dal punto di vista di calciatore iniziando a vincere. Poi il nulla, con campionati palesemente falsati e falsi e una parentesi blaugrana difficilmente spiegabile in termini tutti negativi o tutti positivi.

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Scommettiamo, però, che le sue prime parole saranno “sono nel club più forte al mondo, ho tifato Milan da piccolino e volevo fortemente venire a Milano. Vinceremo tutto, qui siamo al Top”. E’ più o meno quello che disse quando approdò giovanissimo in Olanda, poi a Torino, quindi a Milano, quindi ancora a Barcelona.

Lo Zingaro Felice è ancora con noi. Uno dei più talentati negli ultimi venti anni, ma la parola “talentato” spesso coincide con valori non propriamente positivi. Auguri, Zlatan!

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